Decreto Semplificazioni: no al condono, sì alle nuove regole per gli appalti

C’è fermento in queste ore a Palazzo Chigi per decidere le sorti del Decreto Semplificazioni. Dopo una riunione notturna divenuta necessaria, visti gli scontri della maggioranza sulla rovente questione del condono edilizio, anche per oggi è previsto un consulto.
Per gli esiti complessivi dovremo attendere ma un dato è certo, il presidente del consiglio Conte cede alle pressioni e stralcia la norma alla sanatoria edilizia.

Cosa avrebbe comportato il condono edilizio 2020?

Qualcuno l’ha chiamata sanatoria, altri lo hanno definito un condono edilizio, resta il fatto che la norma contenuta nella bozza del decreto semplificazioni, oggetto di tante discussioni, è saltata prima ancora di vedere la luce del giorno.
La bozza circolata in queste ultime ore riportava una sorta di regolarizzazione amministrativa degli abusi edilizi di minore entità.

Il Principio della doppia conformità

La norma in bozza prevedeva anche l’abolizione del principio della doppia conformità, ovvero lo strumento con il quale si consente la sanatoria di opere realizzate senza titolo edilizio però conformi alla normativa applicabile, chiedendo come condizione che gli interventi abusivi siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al tempo della realizzazione dell’opera e anche al momento della presentazione dell’istanza.
La norma nella bozza del decreto semplificazioni puntava invece a tenere in piedi la sola conformità alle attuali regole, senza verificare l’idoneità delle opere al momento della loro realizzazione.
Ma i dissidi all’interno della maggioranza hanno avuto il sopravvento polverizzando di fatto tali ipotesi.

Restano in piedi le intenzioni di snellire le procedure per la realizzazione di opere pubbliche.

Nuove regole per gli appalti pubblici

Niente più gare d’appalto per importi sotto i 5 milioni di euro, almeno fino al 2021, per velocizzare la macchina dell’edilizia pubblica, sulla scorta di quanto accaduto con il Ponte Morandi. Saranno previste due modalità di affidamento dei lavori:

– affidamento diretto per lavori il cui importo non superi i 150.000 euro (contro gli attuali 40.000 euro);
– affidamento con licitazione privata, senza bando di gara, con la consultazione di almeno cinque operatori del settore, per importi fino a 5,35 milioni di euro.

La norma prevede anche una serie di altre deroghe alle normative ambientali e a quelle dei certificati antimafia.

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