Edilizia ed ecobonus 110%: vento in poppa o mare in tempesta?

È al centro dell’attenzione di tutto il comparto edile e di milioni di italiani che aspettano la sua entrata in vigore per ristrutturare case e condomini interi a costo zero, almeno così dicono.
Il Superbonus 110% è virtualmente attivo già dal 1 luglio ma nella pratica è ancora tutto in congelatore.
E le imprese edili stanno annaspando e si stanno divincolando per capire come sopravvivere, dopo due mesi di chiusura per pandemia, agli oltre due mesi di fermo attività per un provvedimento a cui manca la conversione in Legge e i dispositivi attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Superbonus rischia di dare un duro colpo all’edilizia

Insomma, pare proprio che uno strumento pensato per dare vento in poppa al comparto edile gli stia invece remando contro a causa di lungaggini che non danno neppure modo alle imprese di fare una stima equa dei lavori e dei relativi costi che si prospettano all’orizzonte, ormai da mesi, per i propri clienti. Questi ultimi, ovvero buona parte dei cittadini italiani, non si azzardano nemmeno a far cambiare la maniglia di una porta senza avere tutte le dritte per l’accesso al Bonus incriminato.

Quali sono i punti ancora in discussione?

Per avere i chiarimenti dovuti, bisogna attendere i decreti attuativi che si spera arrivino il 18 luglio
Intanto i punti ancora in discussione sono i seguenti:

– modifica del massimale di spesa per unità immobiliare;
– creazione di listini di riferimento;
– inclusione delle seconde case, ma non tutte;
– accesso al superbonus anche ai soggetti del terzo settore;
– estensione del super bonus al 30 giugno 2022, ma solo per le case popolari;
– Fascicolo del Fabbricato a corredo della richiesta di incentivo.

Superbonus e il Fascicolo del fabbricato

Proprio in merito al Fascicolo del fabbricato si sono accese delle discussioni perché c’è chi lo ritiene un documento obbligatorio e fondamentale per accertarsi che i lavori siano svolti nel rispetto delle normative vigenti. Ma c’è anche chi pensa che debba essere prodotto solo al termine dell’intervento di riqualificazione per non costituire un ulteriore elemento di ritardo.

Superbonus e problema liquidità

Gli italiani vogliono case efficienti gratuitamente, le imprese vogliono lavorare ed è palese che non abbiano a disposizione liquidità a sufficienza per anticipare tutte le spese. Anche perché si parla di cifre con più zeri: da 500 mila euro a un milione a condominio, secondo stime attendibili. Le banche si dicono da un lato pronte a muoversi per affiancare le imprese ma con riserva di conoscere i dettagli tecnici tanto attesi dall’Agenzia delle Entrate.

Cosa aspettarsi dal nuovo Ecobonus?

Arrivare fino a settembre senza risposte e strumenti per avviare i cantieri sarebbe un colpo di grazia dal quale difficilmente l’edilizia potrebbe rialzarsi. Non resta, dunque, che sperare in una rapida presa di posizione del Governo che possa rendere effettivamente fruibile e vantaggioso questo Superbonus per tutti: imprese, banche e cittadini.

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